<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920</id><updated>2011-04-21T19:26:48.586-07:00</updated><category term='sinistra'/><category term='comunismo'/><category term='riformismo'/><category term='elezioni'/><category term='anti razzismo anti fascismo'/><title type='text'>A  N  T  I  P  E  R</title><subtitle type='html'>Critica rivoluzionaria dell'esistente.
Teoria e prassi del non ancora esistente</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>8</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-8272629073365772541</id><published>2008-12-28T03:02:00.000-08:00</published><updated>2008-12-28T03:04:05.364-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>AL LAVORO, NON ALLA GUERRA&lt;br /&gt;Contro il capitalismo, per la sicurezza e la salute dei lavoratori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un anno dalla strage alla Thyssen-Krupp di Torino le morti e gli infortuni sui luoghi di lavoro proseguono; dopo aver versato mille volte “lacrime di coccodrillo” ed aver promesso altre mille vol-te “ora basta” le istituzioni, i partiti e i sindacati di regime hanno lasciato che tutto continuasse co-me sempre; questo governo, anzi, si è impegnato da subito nello smantellamento di quel poco che era stato realizzato sull’onda emotiva proprio della strage di Torino ed è verosimile pensare che nella prossima fase le cose peggioreranno ulteriormente perché la crisi che si sta sviluppando di-minuisce il lavoro disponibile e fa aumentare il ricatto sui lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel sistema politico, economico e sociale in cui viviamo - il capitalismo – ciò che “conta” è la rea-lizzazione di profitto; poiché la sicurezza è un costo questo sistema non esista e non esiterà a mette-re a repentaglio la nostra sicurezza, la nostra salute e infine la nostra stessa vita pur di risparmiare e guadagnare. Qualcuno fa finta di scandalizzarsi, qualcuno si scandalizza davvero. Ma perché do-vrebbe essere diversamente? Nel capitalismo, per definizione, si fanno gli interessi dei capitalisti. Una società in cui si considerano prioritari gli interessi sociali dei lavoratori si chiama un altro mo-do, si chiama socialismo. Nella società in cui viviamo ogni legge che non tuteli adeguatamente gli interessi dei padroni resta inapplicata oppure viene modificata. &lt;br /&gt;Prendiamo il Testo unico sulla sicurezza approvato qualche mese fa, la cui unica innovazione con-creta era forse l’ipotesi di arresto per i padroni responsabili di infortuni gravi. Un po’ di pressioni da parte della Confindustria e il governo Prodi ha trasformato quella misura in una lieve sanzione pecuniaria. Una multa, insomma, che si aggiunge ai milioni di multe non pagate e che, ove anche pagata, non farebbe alle imprese né caldo né freddo.&lt;br /&gt;Come se non bastasse, il 18 settembre scorso il ministro Sacconi ha emesso una “direttiva” nella quale suggerisce agli ispettori di andarci piano con i controlli e di sottoporre la sicurezza alla “con-certazione” tra le parti sociali, confidando sul fatto che in questa fase storica i rapporti di forza sono pesantemente sbilanciati a favore del padronato.&lt;br /&gt;E prima ancora, il provvedimento che detassa gli straordinari (Legge 126/24 del luglio 2008) e quello sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (Legge 133 del 5 agosto 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che le ASL non controllino granché lo sappiamo (o perché qualche ispettore è anche consulente delle imprese o perché pensa “in buona fede”, diciamo così, che ad applicare integralmente la legge poi le imprese chiudono e si perdono posti di lavoro); spesso anche i sindacati chiudono un occhio in cambio di qualche elemosina economica da presentare ai lavoratori per dimostrare che il sinda-cato, lui sì, che ottiene “risultati concreti”.&lt;br /&gt;Quelle rare volte i padroni vengono condannati, le pene sono lievissime o inesistenti; quasi sempre inapplicate. Se non basta, c’è sempre un qualche indulto. Se “va bene”, c’è qualche risarcimento e-conomico, ma intanto i lavoratori continuano a morire e ad infortunarsi.&lt;br /&gt;Come dichiarò qualche mese fa Bombassei, vice-presidente di Confindustria, il problema non è la repressione, ma la prevenzione. Giusto, a quelli come Bombassei bisognerebbe renderli inoffensivi preventivamente perché quando uno ormai è morto che se ne fa, in effetti, della condanna del pa-drone? Se ne fanno qualcosa le famiglie, certo, ma qui il problema è come si evitano i morti, non come si pagano i risarcimenti (che spesso però non vengono neppure pagati).&lt;br /&gt;Ora, si può anche dire - come però si dice quasi sempre a sproposito - che sono i lavoratori stessi, talvolta, che sottovalutano i rischi che corrono. Questo non avviene per istinto suicida, ma perché i lavoratori vengono spinti dai padroni e dai capi a non farla tanto lunga e a farsi piacere il modo in cui si lavora “comunemente”, anzi, a considerarlo il modo “normale” di lavorare; ma quel modo non ha nulla di naturale perché è studiato appositamente per realizzare il massimo profitto e non certo per difendere la salute e la sicurezza dei lavoratori. È quindi illusorio pensare di difendere ef-ficacemente salute e sicurezza dei lavoratori senza mettere in discussione il modo - e dunque il mondo - in cui si lavora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro non si risolve né in Parlamento, dove le leggi dei padroni si scrivono, né in tribunale, dove le leggi dei padroni si applicano, ma “si risol-ve” - se così si può dire - nella dinamica dello scontro di classe tra lavoratori e capitalisti. Ai padro-ni, il rispetto delle norme non si può chiedere, si deve imporre.&lt;br /&gt;E affinché questo sia possibile è necessario che i lavoratori si organizzino dal basso andando oltre le proprie specifiche condizioni. Questo è lo spirito che anima i collettivi di Primomaggio: essere strumento di confronto e organizzazione tra lavoratori, italiani e immigrati, del Nord e del Sud, precari, disoccupati o a tempo indeterminato, sindacalizzati o meno… per realizzare quell’unità di classe senza la quale può solo dilagare la “guerra tra poveri” che il padrone usa per mantenere il proprio comando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro, è il punto di vista di lavoratori che hanno compreso che il problema non è il singolo pa-drone, ma l’insieme di tutti i padroni, ivi compresi quelli “buoni” (Marchionne) o meno buoni (Ca-learo) con cui una certa “sinistra” vorrebbe farci stipulare “patti tra produttori”. Siamo lavorato-ri anti-capitalisti che hanno deciso di unirsi ed organizzarsi, aldilà delle differenze sindacali, na-zionali, contrattuali…, per unire ciò che il padrone cerca ogni giorno di dividere. Perché prima che a qualunque nazionalità, prima che a qualunque categoria, prima che a qualunque sindacato, noi apparteniamo ad un’unica classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sappiamo bene, la maggiore quantità di infortuni si concentra tra i precari, i lavoratori “a ne-ro”, gli immigrati... Il perché è evidente. Se sei precario e ti rifiuti di svolgere una certa mansione ti sbattono fuori o non ti rinnovano il contratto; senza tanti complimenti. Ora, a uno, a due, a tre po-sti di lavoro, un lavoratore può anche rinunciare, ma prima o poi qualche posto deve accettarlo al-trimenti non mangia. I lavoratori immigrati, ad esempio, quando perdono il lavoro perdono anche il permesso di soggiorno.&lt;br /&gt;Ecco allora che la questione della precarietà sociale e lavorativa diventa una questione decisiva non solo per i diritti, non solo per il salario, ma anche per la sicurezza perché più i lavoratori si indebo-liscono e più la loro sicurezza e salute sono a rischio.&lt;br /&gt;Questo è il motivo per cui stiamo conducendo da questa estate, assieme ad altri collettivi e movi-menti di lavoratori e delegati, una campagna contro l’attacco al contratto nazionale di lavoro (CCNL) sferrato dalla Confindustria e dai sindacati confederali (con la parziale ed ambigua ecce-zione della CGIL) per spostare il peso della contrattazione il più possibile sul secondo livello - che ha solo il 10% dei lavoratori - e restringere le norme sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, cioè sottomettere completamente RSU e RLS alle segreterie del sindacato di regime.&lt;br /&gt;E questa è anche la ragione per cui ci siamo battuti contro il “pacchetto Treu” e la legge Biagi, non a caso promosse l'una dal centro-sinistra (con l'appoggio del PRC e della CGIL) e l'altra dal centro-destra.&lt;br /&gt;Non tanto per impedire la loro applicazione - obbiettivo al di sopra delle nostri forze - quanto per segnalare che quando si tratta di fare gli interessi dei padroni (industriali o banchieri che sia-no) tutto lo schieramento parlamentare (dal PRC ad AN) e sindacale (dalla CGIL all'UGL), salvo di-stinguo più che altro di facciata, si ritrova nella logica neo-corporativa del “patto dei produttori” che vorrebbe unire padroni e lavoratori nel cosiddetto “interesse generale del paese” e che si risolve in sostanza nella ulteriore sottomissione dei lavoratori al capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più i lavoratori corrono rischi e meno guadagnano. Sembra un paradosso, ma non è un parados-so: è il capitalismo. Ecco perché, come avrebbe detto un vecchio compagno di cui si ricomincia a parlare in questa epoca di tracolli finanziari, a dare un calcio nel culo al capitalismo i lavoratori non hanno nulla da perdere, se non le proprie catene. Sono i padroni che hanno tutto perdere. Loro, senza di noi, non potrebbero vivere; noi, senza di loro, vivremmo meglio. Anzi, vivremmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino, 6 dicembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le lavoratrici e i lavoratori delle redazioni di Primomaggio&lt;br /&gt;foglio per collegamento tra lavoratori, precari disoccupati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EMAIL: primomaggio.info@virgilio.it&lt;br /&gt;WEB: http://xoomer.virgilio.it/pmweb&lt;br /&gt;TEL: 339.4505810, 339.6473677, 348.2900511, 340.4063172&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-8272629073365772541?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/8272629073365772541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=8272629073365772541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/8272629073365772541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/8272629073365772541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/12/al-lavoro-non-alla-guerra-contro-il.html' title=''/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-3094249649099419907</id><published>2008-09-19T01:08:00.000-07:00</published><updated>2008-09-19T01:36:56.236-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riformismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo'/><title type='text'>Presentazione de "IL CICLO SGONFIATO"</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Sabato 4 ottobre 2008 - ore 15&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;c/o Centro Culturale e di Documentazione "Bertolt Brecht"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Piazzatta San Gaetano, SCHIO (VI)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Info: centro_brecht@alice.it, 348.2900511&lt;br /&gt;WEB: www.antiper.org&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-3094249649099419907?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/3094249649099419907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=3094249649099419907' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/3094249649099419907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/3094249649099419907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/09/presentazione-de-il-ciclo-sgonfiato.html' title='Presentazione de &quot;IL CICLO SGONFIATO&quot;'/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-5656011771543207558</id><published>2008-09-17T10:54:00.001-07:00</published><updated>2008-09-17T10:56:58.044-07:00</updated><title type='text'>WU MING. Dopo un omicidio razzista: note di testimonianza e scrittura</title><content type='html'>&lt;div  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;WU MING&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DOPO UN OMICIDIO RAZZISTA: NOTE DI TESTIMONIANZA E  SCRITTURA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'omicidio di Abdul Guibre a Milano ha colto di sorpresa  molti "addormentati nel bosco" (veri e finti), tra i quali non ci annoveriamo.  Nella storia recente di questo paese l'omicidio a sfondo razziale non è affatto  una novità. Nemmeno la strage razzista lo è: è strage razzista quella in cui le  morti pesano meno di piume, perché le vittime sono diverse da noi e inferiori  (come nello speronamento della Kater I Rades). E' prassi corrente anche la  profanazione del cadavere del negro: si pensi ai corpi pescati e rigettati a  mare tipo secchiata di pattume (come dopo la strage di  Portopalo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'episodio dell'altro giorno sta giustamente suscitando  orrore in chi ha ancora capacità di provarne. Ha "forato" l'attenzione per via  della dinamica para-klanista, perché è avvenuto alla luce del sole e per il  periodo di sconforto generale in cui avviene, sconforto che attanaglia la fu  sinistra etc.&lt;br /&gt;La morte di Guibre ci carica d'angoscia, tuttavia aggressioni  in cui "ci è scappato" il morto (o non ci è scappato per puro caso) ne abbiamo  viste eccome. Casi di omicidio razzista, commessi anche da forze dell'ordine e  sovente mascherati da "incidenti" (perché loro hanno i mezzi per mascherarli) ne  abbiamo visti eccome. E quanti strani "collassi", "suicidi" et similia avvenuti  nei CPT fanno capolino in brevi lanci d'agenzia? E pestare a morte un ragazzo  perché ha il codino e un aspetto, ehm, "di sinistra" è forse meno spregevole e  meno "razzista" che ucciderlo per il colore della pelle?&lt;br /&gt;Tutto questo non è  iniziato dopo la terza vittoria del centrodestra. Il Walter Veltroni che oggi  denuncia l'odio e chi lo fomenta è lo stesso che, sulla base di una colpa  individuale, dopo l'omicidio Reggiani spedì ruspe e vigili a compiere una  rappresaglia contro centinaia di persone, bimbi compresi, gettando benzina sulle  fiamme del razzismo.&lt;br /&gt;Del resto non è la prima volta, quel tale link lo  abbiamo già visto accusare altri di cose che aveva fatto anche lui, più o meno  uguali o addirittura peggiori, quand'era al governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ultimo anno  tanti intellettuali (passateci il termine) e scrittori, anche e soprattutto  scrittori attivi in rete, si sono fatti la gola rossa e piena di placche a furia  di denunciare quest'escalation, decostruire miti e leggende d'odio, fare  informazione su quello che stava e sta accadendo, l'incrudelimento del clima, la  voglia di capri espiatori e linciaggi.&lt;br /&gt;Si va dal partecipatissimo - ma privo  di conseguenze - appello link "Il triangolo nero", scritto dopo la "caccia al  rumeno" seguita all'omicidio Reggiani, a decine di post, articoli, analisi,  racconti e reportages apparsi su Carmilla, Nazione Indiana (preziosa link la  sezione "Razzismi quotidiani"), Il Primo Amore (dove si denunciava la caccia ai  Rom ben prima che facesse notizia sui media nazionali, quando l'unico a parlarne  con serietà era Gad Lerner) e Lipperatura, passando per svariati numeri di Giap  con interventi sul tema, link a volte veri e propri dossier.&lt;br /&gt;Tanti colleghi -  citiamo a caso Alberto Prunetti (sua una minuziosa disamina dei link "Luoghi  comuni contro Rom e Sinti), link Marco Rovelli, Andrea Inglese, Valerio  Evangelisti, Sergio Baratto, Helena Janeczek, Lello Voce, Giulio Mozzi, Gianni  Biondillo, Loredana Lipperini, Beppe Sebaste, Leonardo Colombati e moltissimi  altri - hanno scritto, sviscerato, testimoniato. Alcuni di loro hanno promosso e  organizzato eventi contro il razzismo (es. nel gennaio scorso link il reading  degli scrittori veneti in piazza a Treviso).&lt;br /&gt;Nel frattempo si sono  moltiplicate le aggressioni di stampo fascista (qui link un elenco in PDF  aggiornato quotidianamente), e abbiamo dovuto fare frustranti "dediche" a sempre  nuovi morti, da Renato Biagetti a Nicola Tommasoli, da link Giuliano Bruno ad  Abdul Guibre. Inascoltate voci nel deserto, link da tempi non sospetti poche  persone (tra cui noialtri) denunciano il ritorno della violenza nera per le  strade delle nostre città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sforzo collettivo è uno sforzo di  testimonianza. La testimonianza va bene sul medio-lungo periodo, ha un effetto  cumulativo, di sedimentazione. Sul periodo breve, invece, abbiamo grossi  problemi. Se le armi della critica non trovano una forza materiale per  esprimersi, non hanno effetti pratici, non fermano le spranghe, non impediscono  i pestaggi, e per quanto si usi la parola ci si sente impotenti. Al momento  quella forza materiale, se pure ci fosse, non trova canali per  esprimersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi scrittori, ad ogni modo, dobbiamo compiere un lavoro in  più. Dobbiamo sì esprimerci come cittadini, ma abbiamo anche il dovere di  affrontare queste urgenze con la lingua e gli strumenti che sono propri della  nostra attività. Dobbiamo moltiplicare le occasioni in cui interrogarci insieme  su come affrontare tutto questo attraverso la letteratura e la narrazione -  attraverso una lingua che non sia quella frusta del cronismo o peggio, del  benintenzionato volantino, dell'incazzoso sito di controinformazione.&lt;br /&gt;La  letteratura può dare un contributo importante - un contributo specifico, suo  proprio - alla lotta contro il razzismo. Lotta che, se vuole essere efficace,  non può limitarsi a difendere chi subisce il razzismo, ma deve puntare a  smontare le comunità immaginarie che dal razzismo sono costruite e tenute  insieme:&lt;br /&gt;- la comunità degli "Occidentali";&lt;br /&gt;- la subcomunità degli  "Italiani";&lt;br /&gt;- la sub-subcomunità dei "Padani";&lt;br /&gt;- le varie  sub-sub-subcomunità di strapaese e strapaesello.&lt;br /&gt;La letteratura può aiutare a  farlo, perché può seminare il dubbio mettendoci in panni altrui, sostituire al  nostro altri punti di vista, farci uscire dai confini della nostra esperienza  diretta.&lt;br /&gt;Nel link memorandum sul NIE (versione 2.0) Wu Ming 1  scrive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stiamo sempre alle opere: i libri NIE raccontano forse una  comunità nazionale, il "popolo italiano" col suo fantomatico "carattere" (fatto  di "arte d'arrangiarsi" e generosità, perenne verve e simpatia anche in faccia  alle avversità), oppure raccontano le lacerazioni, il divergere e divenire  caotico, le deterritorializzazioni e riterritorializzazioni nel corpo frollato  di un paese implodente, razzista e illividito? Non ho dubbi su come rispondere.  Quella che cerco di fotografare è un'epica della differenza e della moltitudine,  un'epica delle anomalie e del bellum intestinum che corre lungo la storia del  nostro paese. Quando certi editorialisti se la prendono con Gomorra per come  descrive agli stranieri l'Italia, la sua società, la sua economia, e imputano al  libro di "infangare la nostra reputazione", ebbene, colgono nel segno. Un  raccontare non addomesticato non può che infangare la loro reputazione. Come  sbraitava quel tale, facciamo passeggiare i lettori per le  fogne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biondillo e Rovelli, ciascuno a suo modo, ci hanno mostrato  l'interno di un CPT. Moresco ha scritto Zingari di merda. Le migrazioni e i  razzismi sono temi trattati in modo esplicito o implicito in molta narrativa  italiana degli ultimi anni, e diversi romanzi affrontano i nodi del colonialismo  italiano, dell'imperialismo fascista, delle origini del nostro razzismo  alimentato da "belle abissine", "italiani brava gente" e "bongo stare bene solo  al Congo".&lt;br /&gt;E' qualcosa, è importante, bisogna sforzarsi di più. Ci vuole  un'epica adeguata, un'epica delle migrazioni e dei migranti, del razzismo e  dell'antirazzismo, delle comunità che nascono e di quelle che muoiono. Lavorare  sulle connotazioni, scavare la lingua, evocare per suoni e immagini la  sofferenza, gli sforzi, le marce forzate, gli imbarchi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cantami o musa  delle cause e dell'offesa&lt;br /&gt;quanto può un eroe patire per trovare  casa&lt;br /&gt;partendo da Troia passando per Cartagine&lt;br /&gt;per raccontare a tutti qual  è la nostra origine&lt;br /&gt;attraverso Scilla, Cariddi e il Tevere&lt;br /&gt;un'epopea del  genere non sarà mai cenere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...raccontare le discriminazioni quotidiane  ma anche il crimine, i soprusi, le nuove mafie e tratte e schiavitù (perché non  servono narrazioni "buoniste" in cui i migranti siano vittime immacolate). E  bisogna che si alzino nuove voci "post-italiane" o "italo-ibride", che nascano  progetti comuni tra narratori coi piedi in mondi diversi, in squilibrio tra  origini e culture.&lt;br /&gt;[Sta succedendo, inizia a succedere, nell'indifferenza di  chi si lagna che non succede nulla. Su questo piano - quello di una sua  letteratura "postcoloniale" - l'Italia è indietro, e ciò significa che queste  letterature saranno diverse da quelle sviluppatesi altrove. Questo paese ha una  feconda tradizione di "ritardi trasformativi".]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un'epopea del genere non  sarà mai cenereCosì quando vediamo in giro uno straniero&lt;br /&gt;pensiamo a Enea, a  Virgilio, all'Ulisse di Omero&lt;br /&gt;si chiami Zapatero, si chiami  Sarkozy&lt;br /&gt;diciamo a 'sti signori qui: chiudiamo i CPT!&lt;br /&gt;lasciamo free (sì  free!) chi ha un profugo destino&lt;br /&gt;non chiamiamo mai un uomo  clandestino...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci stiamo provando, cerchiamo di cogliere ogni occasione  per provarci.&lt;br /&gt;Quando Giancarlo De Cataldo ci ha chiesto un racconto per  l'antologia Crimini italiani siamo tornati con la mente a una storia di qualche  anno fa, una storia vera, l'uccisione di un migrante da parte di forze  dell'ordine, in circostanze che fanno pensare a un'esecuzione a freddo,  esecuzione priva di movente a parte la pelle nera della vittima. Quel che è  certo è che la versione ufficiale diffusa a suo tempo dai media aveva elementi  di insensatezza, di assurdo alla Lewis Carroll.&lt;br /&gt;link Momodou si ispira a  quella vicenda, descrive l'uccisione di un migrante africano in un imprecisato  Sud Italia, descrive quel che accade subito prima e subito dopo la morte, e poi  risale più indietro nel tempo, all'infanzia della vittima e a quella del  carnefice. Nei limiti posti dal formato breve, abbiamo cercato di raccontare -  per accumulo di dettagli, ricordi, scambi di frasi - la comunità generata dal  razzismo. Anzi, due comunità generate dal razzismo, perché nemmeno la comunità  delle vittime sarebbe la stessa in assenza di razzismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma,  provarci.&lt;br /&gt;Senza mai dimenticare che tutto questo non cade dal cielo. Il  razzismo è un principio regolatore del mercato del lavoro. L'aumento del  razzismo è una conseguenza della "guerra tra poveri". La guerra tra poveri è la  conseguenza (cercata, pianificata) di precise scelte politiche ed  economiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono stati santi, guerrieri, eroi, e ladri&lt;br /&gt;l'Eneide è  il racconto dei padri dei padri&lt;br /&gt;sotto queste mura di tutti noi  romani&lt;br /&gt;scorre anche il sangue di popoli lontani&lt;br /&gt;e ci scusi la maestra per  qualche licenza&lt;br /&gt;non proprio all'altezza ma capisca anche l'urgenza...  (*)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gettiamo queste note nel dibattito. Fatene l'uso che volete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*  Assalti frontali, Enea Super Rap, 2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-5656011771543207558?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/5656011771543207558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=5656011771543207558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/5656011771543207558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/5656011771543207558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/09/dopo-un-omicidio-razzista-note-di.html' title='WU MING. Dopo un omicidio razzista: note di testimonianza e scrittura'/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-193938539607122098</id><published>2008-09-13T00:55:00.000-07:00</published><updated>2008-09-17T10:58:02.551-07:00</updated><title type='text'>CAAAV. Referendum NO DAL MOLIN. SI, CONTRO LA BASE DI GUERRA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(192, 80, 77);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;5  OTTOBRE 2008 - REFERENDUM “NO DAL MOLIN”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;SI,  CONTRO LA BASE DI GUERRA &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;L’Amministrazione  comunale di Vicenza ha fissato per il 5 ottobre il &lt;i&gt;referendum &lt;/i&gt;che  chiamerà i cittadini a pronunciarsi sul seguente quesito: &lt;i&gt;“È lei favorevole  alla adozione da parte del consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di  organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio  del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa  sdemanializzazione, dell'area aeroportuale “Dal Molin” - ove è prevista la  realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di  interesse collettivo?”&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Noi non  siamo troppo amanti dei referendum. In una società in cui i mezzi per la  formazione del consenso sono tutti in mano alle forze politiche e sociali  dominanti, la possibilità di ribaltare gli esiti attraverso il voto (elettorale  o referendario) è sempre molto remota. Tra l’altro, quello del 5 ottobre, è un  referendum &lt;i&gt;consultivo &lt;/i&gt;che non ha effetti pratici diretti, anche nel caso  in cui venisse vinto da chi si oppone al Dal Molin militare (visto che, tra  l’altro, l’acquisto dell’area da parte del Comune è subordinato - come dice il  quesito - alla &lt;i&gt;sdemanializzazione &lt;/i&gt;dell’area e Berlusconi ha già  dichiarato che lo Stato non ha alcuna intenzione di &lt;i&gt;sdemanializzare&lt;/i&gt;, cioè  di vendere). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Ma ormai  il referendum è promosso e si tratta di esprimere una posizione che per noi, a  questo punto, è quella del SI. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;SI ad  andare a votare, SI nel voto del 5 ottobre, SI, soprattutto, a sviluppare una  campagna di sensibilizzazione, non solo sugli effetti ambientali ed urbanistici  della costruzione della base, ma soprattutto sui suoi effetti politici, sociali,  culturali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Perché il  nuovo sindaco Variati abbia voluto il referendum è abbastanza facile intuirlo.  Se vince il NO il centro-sinistra avrà mano libera nell’accelerare l’avvio dei  lavori (che lo coinvolgono non solo per la propria subalternità politica agli  USA, ma soprattutto in quanto a costruire saranno anche le “cooperative rosse”);  se vince il SI la “patata bollente” dal punto di vista politico-mediatico passa  nelle mani di Berlusconi che confermando il via libera ai lavori dovrà mettersi,  gioco forza, contro “la città di Vicenza”. E in ogni caso, Variati farà la bella  figura di chi ha voluto ascoltare la voce dei cittadini, cosa che Hüllweck non  ha voluto fare. Insomma, comunque vada, Variati ci ricava qualcosa, e senza  ostacolare i piani americani. Per il nuovo Sindaco di Vicenza si tratta, in  sostanza, di una battaglia contro Berlusconi e non certo contro la costruzione  della base (a cui il governo Prodi - dal PRC a Mastella -, è bene non  dimenticarlo, aveva dato a suo tempo il via libera). È questo che spinge  Berlusconi ad esprimere platealmente la propria avversione al referendum e a  chiederne l’annullamento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Variati  tenta di impostare la questione Dal Molin nei termini di una questione  amministrativa (“compriamo l’area e ci facciamo attività sociali”) per evitare  che il referendum diventi una battaglia pro/contro la politica di guerra degli  USA; ecco perché noi, al contrario, riteniamo che si debba &lt;i&gt;politicizzare il  più possibile &lt;/i&gt;il referendum chiedendo ai vicentini di esprimersi non solo e  non tanto sull’impatto ambientale-urbanistico della base, quanto soprattutto sul  suo impatto politico-sociale e umano, di esprimersi pro o contro la costruzione  di basi che servono a garantire gli interessi economici e strategici  dell’imperialismo, in particolare quello statunitense, e che sono la causa del  massacro di intere popolazioni, alle quali abbiamo portato “pace e democrazia” a  colpi di uranio impoverito, fosforo bianco o torture come ad Abu Ghreib.  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Ecco  perché noi non chiameremo i cittadini di Vicenza a dire sì o no al quesito posto  da Variati, ma a dire sì o no al seguente quesito: “&lt;i&gt;Cittadini di Vicenza,  volete voi la costruzione o l’ampliamento di basi militari americane sul vostro  territorio che oltre a creare problemi di impatto ambientale di vario genere,  sono destinate ad essere usate in interventi di guerra che hanno il solo scopo  di difendere e promuovere gli interessi economici del capitalismo USA (e non  solo), depredando le ricchezze di altri popoli con la scusa di portare loro la  democrazia?” &lt;/i&gt;Quando voteremo sì, facciamolo per queste ragioni senza  abbassarci, anche se per ragioni opposte, all’infimo livello dei sostenitori del  NO (ovvero del SI Dal Molin) disposti, per qualche spicciolo, a vendere ogni  ragione di umanità e di civiltà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Un  referendum vinto per evitare l’aumento del traffico e non per evitare la morte  di centinaia di migliaia di persone innocenti non servirebbe a nulla, neppure se  avvenisse il miracolo e alla fine la base non si costruisse. &lt;i&gt;Sul terreno  dell’egoismo non cresce certo la pianta della solidarietà&lt;/i&gt;. E noi non avremo  mai nessuna comprensione per chi vuole il giardino pulito senza preoccuparsi se  altri vivono nelle discariche. Tanto varrebbe, nel caso, mandare al diavolo i  vicentini e le loro preoccupazioni sulla perdita di valore commerciale degli  immobili. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;Ma se  Vicenza, dicendo no al Dal Molin militare, dirà no alla guerra dell’imperialismo  allora avrà dato un grande messaggio di civiltà; certo, il referendum è solo un  passaggio, la battaglia andrà comunque avanti, anche se il referendum venisse  vinto, anche se la base venisse costruita. Perché sempre ci sarà bisogno di  lottare contro la guerra del capitale e per una nuova società, sempre ci sarà  bisogno di lottare &lt;i&gt;contro la morte&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;per la vita&lt;/i&gt;.  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;Alto  Vicentino, settembre 2008 &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:100%;color:black;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=""&gt;Gruppo promotore  per un Coordinamento&lt;br /&gt;antimperialista  antifascista dell’Alto Vicentino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=""&gt;Per informazioni  contattare: EMAIL: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;a title="blocked::mailto:c_aaav@alice.it" href="mailto:c_aaav@alice.it"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;c_aaav@alice.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;TEL: 340.4063172  (Vicenza) – 348.2900511 (Schio) – 340.4947998 (Bassano del  Grappa) &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-weight: bold;"&gt;c/o Centro Brecht – Schio –  Vi&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Centro Culturale e di Documentazione "Bertolt Brecht"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;Piazzetta San  Gaetano, 1 Schio (VI)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;EMAIL: &lt;a title="blocked::mailto:centro_brecht@alice.it" href="mailto:centro_brecht@alice.it"&gt;centro_brecht@alice.it&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;Tel.  348.2900511&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;   &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;***&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;Costruiamo un organismo,  antimperialista e antifascista, permanente, diffuso sul territorio, aperto alle  diverse culture politiche, capace di sviluppare una incisiva battaglia politica  e culturale tanto contro la guerra imperialista a fianco del popoli che  resistono, tanto contro il risorgere di bassi istinti razzisti e fascisti.  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: center;font-family:trebuchet ms;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;Invitiamo chiunque sia  interessato a prendere contatti con il Centro culturale e di documentazione  Bertolt Brecht&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-193938539607122098?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/193938539607122098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=193938539607122098' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/193938539607122098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/193938539607122098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/09/5-ottobre-2008-referendum-no-dal-molin.html' title='CAAAV. Referendum NO DAL MOLIN. SI, CONTRO LA BASE DI GUERRA'/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-1145698975691921139</id><published>2008-09-07T23:43:00.000-07:00</published><updated>2008-09-17T10:58:23.300-07:00</updated><title type='text'>CAAAV. Solidarietà ai manifestanti NO DAL MOLIN</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai manifestanti che ieri a Vicenza hanno subito una brutale carica da parte della polizia, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;in occasione del presidio organizzato nei pressi dell’Aeroporto Dal Molin.&lt;br /&gt;Non sarà sicuramente l’uso gratuito della violenza a fermare la mobilitazione di chi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; è contrario alla costruzione di una fabbrica di morte.&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Centro Culturale e di Documentazione "BERTOLT BRECHT"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;Piazzetta San Gaetano, 1  Schio (VI)&lt;br /&gt;EMAIL: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;centro_brecht@alice.it    &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-1145698975691921139?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/1145698975691921139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=1145698975691921139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/1145698975691921139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/1145698975691921139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/09/esprimiamo-la-nostra-piena-solidariet.html' title='CAAAV. Solidarietà ai manifestanti NO DAL MOLIN'/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-8410424813504478382</id><published>2008-08-12T05:30:00.000-07:00</published><updated>2008-09-09T00:27:57.452-07:00</updated><title type='text'>Attivo sito Internet ANTIPER</title><content type='html'>Da ieri è attivo anche il sito di ANTIPER &lt;a href="http://www.antiper.org/"&gt;www.antiper.org&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Sul sito è presente il nuovo documento &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Il ciclo sgonfiato. Riflessioni aperte sulla situazione politica italiana dopo le elezioni del 13-14 aprile 2008"&lt;/span&gt;; sono presenti anche altri documenti elaborati nel corso di questi anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-8410424813504478382?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/8410424813504478382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=8410424813504478382' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/8410424813504478382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/8410424813504478382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/08/attivo-sito-internet-antiper.html' title='Attivo sito Internet ANTIPER'/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-88511529962856254</id><published>2008-06-05T12:25:00.000-07:00</published><updated>2008-06-06T00:31:46.192-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="Section1"  style="font-family:georgia;"&gt;   &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:12;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;IL COMANDANTE MANUEL MARULANDA VELEZ E' MORTO.&lt;br /&gt;Ma  morire per il popolo e con il popolo è vivere per  sempre. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Il 26 marzo 2008 è morto  per un infarto Manuel Marulanda Velez, fondatore delle FARC-EP (Fuerzas Armadas  Revolucionaries de Colombia - Ejercito del Pueblo). E' una perdita immensa che  si aggiunge a quelle recenti di Raul Reyes (assassinato in Equador dai macellai  di Uribe con l'appoggio degli USA) e di Ivan Rios (venduto agli americani da  alcuni traditori).&lt;br /&gt;Tutti i giornali del  mondo si affannano a descrivere le FARC come un’organizzazione ormai allo sbando  con interi settori della guerriglia e dei prigionieri politici pronti a trattare  la liberazione della prigioniera Ingrid Betancourt e la cattura di altri  militanti in cambio della propria incolumità.&lt;br /&gt;In una organizzazione  rivoluzionaria il pericolo di tradimento è sempre presente.&lt;br /&gt;La lotta guerrigliera e  rivoluzionaria è una lotta dura in cui sono tanti i momenti in cui si è  costretti ad interrogare sé stessi. Le difficoltà, le rinunce, la paura sono  sentimenti umani che si vincono solo attraverso la convinzione più profonda e con  il più profondo spirito di sacrificio.&lt;br /&gt;Impegnare la propria  intera esistenza, come Marulanda, nella lotta per il popolo e con il popolo, per  la libertà, la sovranità, il diritto ad una esistenza migliore è certamente un  sacrificio, un impegno enorme che però ogni rivoluzionario spende con gioia  nella certezza di essere parte di un grande processo di emancipazione universale  dell’uomo, dallo stato della necessità allo stato della libertà.&lt;br /&gt;Molte volte le FARC sono  state date per spacciate ed invece, da 44 anni, continuano a portare avanti la  propria battaglia contro nemici potentissimi come lo stato e le organizzazioni  paramilitari colombiane collusi con i narco-trafficanti, contro le truppe  speciali nord-americane armate e finanziate da Washington per sconfiggere la più  longeva guerriglia del mondo... Le forze contro-rivoluzionarie che operano in  Colombia sono ostenute da investimenti economico e militari straordinari come  solo in pochi paesi è avvenuto. Non c'è da meravigliarsi. La lotta  rivoluzionaria delle FARC-EP è stata un punto di riferimenti in tutta l'America  Latina e nel mondo, dimostrando che nessun nemico è invincibile quando si lotta  assieme al popolo. Anche stavolta le FARC resisteranno e la lotta  proseguirà.&lt;br /&gt;La perdita di un leader  come Marulanda che può essere a buon titolo posto tra i grandi lottatori sociali  latino-americani come Bolivar, Martì, Sandino, Guevara... è un perdita dura, sul  piano umano oltre che sul piano politico.&lt;br /&gt;Ma tutti noi siamo  mortali. E anche Manuel Marulanda Velez, dopo 60 anni di lotta, ci ha lasciato;  morto nel corpo, ma vivo nel prosieguo della lotta che del suo insegnamento di  vita farà tesoro. Un saluto fraterno alle  Forze Armate Rivoluzionare della Colombia – Esercito del  Popolo.&lt;br /&gt;Un saluto a Manuel  Marulanda Velez, comandante rivoluzionario.  Morire  per il popolo è vivere per sempre.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Italia,  maggio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Laboratorio  Marxista&lt;br /&gt;Compagne  e compagni veneti per un’organizzazione politica  marxista&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style=";font-family:georgia;" class="Section1"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold;font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-88511529962856254?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/88511529962856254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=88511529962856254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/88511529962856254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/88511529962856254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/06/il-comandante-manuel-marulanda-velez.html' title=''/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3199913213610055920.post-6903050344548721037</id><published>2008-06-05T11:50:00.000-07:00</published><updated>2008-09-09T00:26:59.521-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anti razzismo anti fascismo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2 face="trebuchet ms" style="text-align: left; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;NON ASPETTEREMO LE CROCI  DEL KU KLUX KLAN&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Nelle ultime settimane gli episodi di intolleranza  razzista sono in continuo aumento.&lt;br /&gt;I  casi di Napoli - con l’incendio dei campi nomadi e il pogrom contro i Rom - e di  Roma - con l’assalto di una decina di fascisti ad alcuni negozi del quartiere  Pigneto gestiti da immigrati - sono solo i più eclatanti tra gli episodi di  violenza fascista quotidiana. Ma ad essere colpiti non sono gli immigrati: sono  comunisti, antifascisti, gay, ragazzi qualsiasi come Nicola a Verona il 1  maggio, meridionali, studenti di sinistra dell’Università La Sapienza… chiunque  sia considerato da questi manipoli di disadattati e di vigliacchi loro  “inferiore” o nemico.&lt;br /&gt;Stampa e partiti sia destra che di “sinistra” si sono  affrettati a dire che non si tratta di episodi di matrice politica nonostante  gli aggressori avessero sempre simboli e slogan neo-nazisti o fossero militanti  di estrema destra. Ma nascondere la valenza politica delle aggressioni  significa, in definitiva, coprire le aggressioni stesse.&lt;br /&gt;Questa situazione è evidentemente il frutto avvelenato  di un clima di intolleranza e di caccia all’immigrato che un po’ tutti hanno  alimentato in questi anni e sul quale neo-fascisti e leghisti fanno qualche  passo “oltre”. Persino Amnesty International, che non è certo una associazione  estremista, denuncia l’escalation razzista in Italia, un paese che per la sua  tradizione culturale e per la sua storia di emigrazione dovrebbe invece  caratterizzarsi per la massima tolleranza. Il quotidiano la Repubblica scrive,  analizzando il rapporto di Amnesty: “E la  critica è “bipartisan” e coinvolge tanto Veltroni quanto Fini”.  Giusto, perché nella caccia all’immigrato anche le “sinistre di governo” (cioè  non anti-capitaliste) hanno fatto il loro sporco lavoro perseguitando i  mendicanti a Pisa, i lavavetri a Bologna, i lavoratori clandestini a Bologna…  oppure creando i CPT con la legge Turco-Napolitano.&lt;br /&gt;Quello di oggi è il risultato inevitabile, il dilagare  di violenza, ronde, aggressioni.&lt;br /&gt;Siamo nel fascismo ? No, certo, non siamo (ancora) al  ritorno del fascismo, ma i fascisti ci sono, non se ne sono mai andati anche se  non vanno più in giro con il fez.&lt;br /&gt;Ma  perché i “valoroso popolo” di Ponticelli non va ad incendiare le case dei  camorristi che hanno fatto centinaia di morti a Napoli negli ultimi anni e che  tengono da decenni la città in una condizione a dire poco oscena, come si vede  anche dalla vicenda incredibile della “monnezza” ? Sono i Rom a creare il  problema “sicurezza” a Napoli ? O non sono forse, i Rom, oggi come molte altre  volte, solo l’anello più debole contro il quale sfogare la rabbia, la  frustrazione, l’odio… accumulati giorno dopo giorno da una vita quotidiana senza  speranza e senza futuro.&lt;br /&gt;È  la “guerra tra poveri”, alimentata ad arte per tenere a bada il crescente  malcontento dei lavoratori e delle lavoratici creando falsi problemi e falsi  nemici in modo che la rabbia venga incanalata gli uni contro gli altri: “divide  et impera”, la storia di sempre.&lt;br /&gt;E  oggi, purtroppo, anche per molti lavoratori italiani è più facile prendersela  con il più debole, come il lavoratore immigrato, scaricando su di lui i suoi  problemi; noi dobbiamo spezzare questo meccanismo e possiamo farlo soltanto se  lavoratori e lavoratrici italiani/e e immigrati/e si uniscono contro il vero  nemico: i padroni e i loro servitori. Sono i padroni che rendono la nostra vita  un inferno, non gli immigrati, non i Rom; sono i padroni e i politici che li  servono che aumentano le tasse e le bollette, gli affitti, i servizi, che  sperperano e rubano i nostri soldi, che distruggono i nostri diritti, che  aumentano gli orari, i ritmi e i morti sul lavoro,… il tutto pagandoci sempre  meno poiché siamo sempre più precari e quindi sempre più  ricattabili…&lt;br /&gt;Sono i padroni e i loro servi che ci tolgono anche solo  la speranza di un futuro migliore.&lt;br /&gt;Non  aspetteremo le croci del Ku Klux Klan per uscire dalle nostre comunità ed unirci  sotto l’unica bandiera che oggettivamente ci unisce, la bandiera della  solidarietà sociale, culturale, di classe.&lt;br /&gt;Non  rimarremo in silenzio ad aspettare il nostro turno. Uniti, lavoratori italiani e  immigrati, possiamo rovesciare la situazione. Divisi, andremo tutti, uno per  uno, al macello, italiani e immigrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Alto Vicentino - Zona Apuo-versiliese, 28 maggio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Centro Culturale e di Documentazione "BERTOLT BRECHT"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;Piazzetta San Gaetano, 1  Schio (VI)&lt;br /&gt;EMAIL: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;centro_brecht@alice.it    &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: left;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;Centro Culturale "PABLO NERUDA"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;Via Stradella 57d, Ronchi, Marina di Massa (MS)&lt;br /&gt;EMAIL: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;centroneruda@virgilio.it    &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: left;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3199913213610055920-6903050344548721037?l=antiper.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antiper.blogspot.com/feeds/6903050344548721037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3199913213610055920&amp;postID=6903050344548721037' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/6903050344548721037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3199913213610055920/posts/default/6903050344548721037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antiper.blogspot.com/2008/06/non-aspetteremo-le-croci-del-ku-klux.html' title=''/><author><name>ANTIPER</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05412920619288498320</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
